FAQ 8xmille: Tutto quello che c'è da sapere
Una guida pratica con le risposte ai dubbi più comuni sulla destinazione dell'8xmille
1. Cos'è l'8xmille e come funziona?
L’8xmille è una quota pari all'0,8% del gettito complessivo dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Ogni anno, lo Stato offre ai contribuenti la possibilità di scegliere a chi destinare questa fetta delle proprie tasse, indirizzandola verso lo Stato stesso o verso una delle confessioni religiose che hanno stipulato un'Intesa.
2. Firmare per l'8xmille ha un costo aggiuntivo?
No, firmare non costa assolutamente nulla. Non si tratta di una tassa in più e non influisce sull'importo delle imposte dovute. È semplicemente la libertà data al cittadino di decidere come deve essere spesa una piccola parte delle tasse che versa comunque allo Stato.
3. Chi sono i soggetti destinatari di questi fondi?
I fondi possono essere destinati allo Stato italiano o alle confessioni religiose riconosciute. Nel caso specifico della Chiesa cattolica, la legge stabilisce che i fondi ricevuti debbano essere obbligatoriamente impiegati per tre precise finalità:
- Interventi caritativi: sia in Italia che nei Paesi in via di sviluppo.
- Esigenze di culto e pastorale: per le necessità e le attività delle comunità sul territorio italiano.
- Sostentamento dei sacerdoti: per garantire una remunerazione dignitosa al clero.
4. Perché l'8xmille alla Chiesa cattolica finanzia anche il sostentamento del clero?
I fondi dell'8xmille intervengono a supporto del sostentamento dei sacerdoti solo nella misura in cui le offerte liberali specifiche (le offerte per l'insieme del clero) non siano sufficienti a coprire il fabbisogno. Di conseguenza, maggiore è il numero di offerte dirette inviate dai fedeli per i sacerdoti, maggiore sarà la quota di 8xmille che la Chiesa potrà liberare e spostare direttamente sulle opere di carità e sulle esigenze di culto della popolazione.
5. Cosa succede se non si esprime alcuna scelta nella dichiarazione?
Questo è uno dei dubbi più frequenti. Se un contribuente non firma e non esprime alcuna preferenza, la quota non resta allo Stato e non viene azzerata. L'intera quota dell'8xmille viene comunque ripartita tra i soggetti beneficiari, ma in modo proporzionale in base alle scelte espresse da chi ha firmato. Firmare, quindi, è l'unico modo per decidere attivamente la destinazione della propria quota ed evitare che la scelta venga influenzata dagli altri.
6. Un'azienda o una società può destinare l'8xmille?
No. L'8xmille è una percentuale calcolata sul gettito dell'IRPEF, che è un'imposta esclusivamente sulle Persone Fisiche. Una società o un'impresa (soggetta a IRES) non può effettuare la scelta. Tuttavia, l'imprenditore o il professionista può regolarmente esprimere la propria preferenza a titolo personale, utilizzando la scheda allegata alla propria dichiarazione dei redditi individuale (Modello Redditi PF).
7. Come si effettua materialmente la scelta?
Per destinare l'8xmille basta apporre una firma in uno dei riquadri predisposti sulla scheda allegata ai principali modelli di dichiarazione dei redditi:
- Modello 730;
- Modello Redditi Persone Fisiche (PF);
- Certificazione Unica (CU) per chi è esonerato dal presentare la dichiarazione.
Nota bene: Per l'8xmille basta solo la firma sul riquadro prescelto; non serve inserire codici fiscali (a differenza di quanto avviene per il 5xmille).
8. Perché i dati sulle percentuali di scelta cambiano lentamente ogni anno?
I dati ufficiali relativi alle percentuali di scelta dei contribuenti registrano un "ritardo" fisiologico di circa tre anni. Questo accade perché la legge di riferimento (Legge 222/85) richiede tempi tecnici complessi per l'elaborazione, la verifica e la pubblicazione definitiva dei dati da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ogni anno, quindi, le ripartizioni finanziarie si basano sui dati consolidati del triennio precedente.
Scarica qui lo Schema per la ripartizione 8xmille nell'anno 2026 approvato durante l'82.ma Assemblea Generale della CEI
La tua firma non costa nulla
CHI PUÒ FIRMARE
Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.
Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi e alcune persone non sono obbligate a presentarla. Ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille. Nel nostro caso, alla Chiesa cattolica.



