Tre giorni di pellegrinaggio, tra fede, amicizia e l’incontro con Papa Leone
I giovani di San Francesco da Paola di Massafra a Roma per il Giubileo
Quest’anno, sarebbe bello andare a Roma per vivere anche noi il Giubileo come gruppo.
Per i giovani e i giovanissimi della comunità parrocchiale “San Francesco da Paola” di Massafra tutto ha avuto inizio con questa provocazione. Attraverso diverse attività di autofinanziamento mirate alla realizzazione di questo desiderio, i ragazzi hanno potuto sperimentare la bellezza e la generosità della grande famiglia parrocchiale che ha sostenuto il sogno dei più piccoli divenuto realtà nei giorni 26-27-28 agosto scorsi.
Il mettersi in cammino come pellegrini di speranza, in una città che avevano già visitato negli anni, è stato per molti di loro qualcosa di inedito ed emozionante. Tra arte, fede e divertimento, Porta dopo Porta abbiamo vissuto il nostro Giubileo.
Il cuore di questi giorni è stato mercoledì mattina. Dopo aver celebrato la messa nelle Grotte Vaticane, abbiamo atteso in Basilica l’inizio dell’udienza generale di Papa Leone. Lì, tra migliaia di fedeli radunati per ascoltare la voce del Papa c’eravamo anche noi. Nel corso della catechesi il pontefice ha sottolineato come “nel cuore della notte, quando tutto sembra crollare, Gesù mostra che la speranza cristiana non è evasione, ma decisione”. Un passaggio fondamentale per la giovane età di molti di loro, chiamati a compiere le loro prime scelte. Papa Leone ha indicato uno stile da seguire, una logica da vivere che Gesù stesso ha inaugurato e ci ha consegnato.
Al temine dell’udienza abbiamo atteso in San Pietro l’arrivo di Papa Leone il quale ha ringraziato ancora una volta tutti per la presenza e per la pazienza avuta nell’attenderlo. Dopo aver impartito la benedizione, il Santo Padre ha percorso la navata della basilica per salutare i presenti. Il desiderio di tutti era quello di poterlo salutare di persona. Sembrava impossibile ma Papa Leone si è avvicinato a noi, forse attratto dal colore delle maglie che indossavamo. Con la bandiera di Azione Cattolica sulle transenne, alcuni ragazzi hanno chiesto una sua firma che con grande gentilezza e gioia non ha esitato a porre su di essa. L’esultanza era tanta e l’emozione per quello che era accaduto era indicibile.
Vederli gioire per quello che pochi secondi prima era avvenuto è stata un’esperienza che non ha prezzo. Questi ragazzi sono il volto di una Chiesa viva e, ancor più del futuro, sono il presente di essa, l’oggi che siamo chiamati a vivere in questa stagione storica.
don Lorenzo Montenegro