Pellegrinaggio diocesano, un cammino di speranza e unità. Il messaggio del Vescovo
Mons. Sabino Iannuzzi ha inviato un messaggio ai pellegrini partecipanti al Pellegrinaggio Giubilare diocesano del 22 marzo scorso a Roma.
Circa 1.200 pellegrini della Diocesi di Castellaneta hanno vissuto un'esperienza spirituale intensa durante il Pellegrinaggio Giubilare a Roma, come racconta il nostro Vescovo nel messaggio rivolto ai partecipanti, un messaggio denso di paterna gratitudine.
Il Vescovo sottolinea la profonda dimensione comunitaria del pellegrinaggio, definendolo un “momento di grazia dal profondo significato ecclesiale”. I partecipanti hanno camminato insieme, superando fatiche e sacrifici, uniti dalla fede e dalla speranza incarnata dalla Croce di Cristo.
“Quello che abbiamo sperimentato ‘insieme’ è stato un momento forte per nutrire ed irrobustire la speranza”, scrive Mons. Iannuzzi, invitando i fedeli a proseguire questo cammino di fede nelle comunità parrocchiali, associazioni e famiglie.
Il Vescovo ha espresso gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile il pellegrinaggio, in particolare la Commissione diocesana del Giubileo 2025 e quanti si sono impegnati nell'organizzazione.
Un pellegrinaggio che si è rivelato un’autentica esperienza di crescita spirituale e comunitaria, un “cammino di speranza” che continua nella vita quotidiana di ciascun fedele.
Il pellegrinaggio diocesano in sintesi:
- Partecipazione Corale: oltre 1.200 fedeli hanno condiviso un'esperienza di Chiesa viva e gioiosa.
- Tappe Significative: attraversamento della Porta Santa, celebrazione eucaristica sulla Tomba di San Pietro.
- Spirito di Comunità: Vescovo, presbiteri, diaconi e fedeli hanno camminato fianco a fianco testimoniando l’unità del popolo di Dio.
«PELLEGRINI DI SPERANZA, CAMMINIAMO INSIEME»
Messaggio del Vescovo ai pellegrini dopo il Giubileo Diocesano a Roma
Carissimi “pellegrini di speranza”, cari fratelli e sorelle,
la gioia di sabato scorso è ancora viva nel mio cuore mentre ripenso al Pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma, vissuto insieme a circa 1200 pellegrini della nostra Chiesa di Castellaneta.
Desidero anzitutto ringraziarvi di cuore per la vostra presenza e la partecipazione così numerosa e fervorosa. È stato un momento di grazia dal profondo significato ecclesiale: abbiamo camminato insieme come una vera comunità, una Chiesa viva, bella e gioiosa.
Nel ripensare ai vostri volti, ai tanti sorrisi, alle strette di mano, ai saluti, alle parole come ai silenzi, al cammino come all’attesa… riconosco ancora una volta la vostra fede, il vostro entusiasmo e la vostra unità, che mi hanno permesso di sperimentare la gioia di un padre che vede i propri figli crescere nell’amore di Cristo.
Ma oltre alla gioia visibile di quella giornata, ciò che abbiamo vissuto ha un profondo valore spirituale. Ci siamo messi in cammino insieme dietro la Croce del Signore, riconoscendo in Lui l’unica nostra Speranza. Insieme abbiamo varcato la Porta Santa, rinnovato la nostra professione di fede sulla Tomba dell’Apostolo Pietro e celebrato l’Eucarestia. Pastore, presbiteri, diaconi e fedeli abbiamo camminato fianco a fianco, uniti dalla stessa fede: questo pellegrinaggio è stato il segno concreto del nostro essere “popolo di Dio” in cammino. Abbiamo testimoniato che la Croce di Cristo ci guida e ci accompagna, e che seguendola troviamo forza e speranza per il nostro cammino quotidiano.
So bene che questo pellegrinaggio ha comportato non pochi sacrifici e forse tanta fatica. Molti hanno affrontato due notti insonni per il viaggio in pullman, e non è stato di certo facile per nessuno. Eppure, non ho sentito lamentele, anzi: sui vostri volti c’era la gioia sincera di chi sa perché sta camminando.
Desidero dirvi grazie in modo particolare per questa vostra disponibilità e perseveranza. Il sacrificio del sonno perduto e della stanchezza accumulata è stato ripagato dalla bellezza e dall’intensità dell’esperienza vissuta. Il Signore saprà certamente colmare con le sue grazie il generoso dono del vostro tempo e delle vostre energie offerto a Lui.
Tra i tanti doni di quella giornata, permettetemi di condividere con voi le parole di un pellegrino che mi hanno toccato il cuore. Domenica mattina, uno di voi mi ha scritto:
«È stato bello ieri camminare insieme, Pastore e fedeli, dietro la Croce del Signore, unica nostra Speranza. Un bel momento di Chiesa. Da non dimenticare. Da vivere sempre! ...».
Cari amici, credo che non potrei trovare pensieri migliori per descrivere ciò che abbiamo provato. Quelle parole racchiudono il frutto più prezioso del nostro pellegrinaggio: è stato davvero un momento di Chiesa da non dimenticare e da vivere sempre. Abbiamo vissuto qualcosa di bello e profondo, che rimarrà impresso nei nostri cuori e che porteremo con noi nel cammino che ci attende.
Adesso il pellegrinaggio prosegue nel quotidiano della nostra vita.
Quello che abbiamo sperimentato “insieme” è stato un momento forte per nutrire ed irrobustire la speranza, perché non rimanga solo un bel ricordo, ma diventi uno slancio per continuare a camminare ogni giorno nelle nostre comunità parrocchiali, nelle associazioni e gruppi ecclesiali, e nelle nostre famiglie, dietro la Croce del Signore che sempre ci precede e ci indica la meta da raggiungere.
Continuiamo a vivere quello spirito di unità, di fede e di speranza che abbiamo condiviso a Roma. Io continuerò a camminare con voi, portandovi nella mia preghiera quotidiana e stando fisicamente in mezzo a voi. Sono fiero di voi come un padre lo è dei suoi figli e vi incoraggio a restare saldi nella fede e gioiosi in una testimonianza credibile.
Infine, desidero esprimere un “grazie” a tutti coloro che si sono adoperati per questo pellegrinaggio, a partire dalla Commissione diocesana del Giubileo 2025, e a quanti – istituzioni, giovani e anziani, presbiteri e laici – si sono spesi per organizzare gli oltre venti pullman.
Vi abbraccio tutti con affetto e, come padre e pastore, vi benedico di cuore,