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Maturità 2026: il messaggio di S.E.R. Mons. Sabino Iannuzzi ai maturandi

Cari ragazzi e care ragazze,

tra pochi giorni affronterete l’Esame di Maturità, che per molti segnerà la conclusione di un percorso di studio iniziato nell’infanzia; per altri l’inizio di una strada ancora tutta da immaginare e progettare. Per tutti rappresenterà un passaggio importante, destinato a lasciare una traccia nella memoria e nella vita.

State vivendo e scrivendo una pagina particolare della storia. È il tempo delle tecnologie sempre più potenti e performanti, delle informazioni che viaggiano a velocità crescente, delle risposte che sembrano arrivare in modo immediato. Mai come oggi l’umanità ha avuto a disposizione strumenti così avanzati per conoscere, comunicare e trasformare il mondo.

Ma è anche il tempo in cui emerge una domanda decisiva: chi guiderà questi strumenti? E per quale fine?

Proprio mentre cresce la capacità delle tecnologie, appare con ancora maggiore evidenza una verità semplice: ciò che rende grande il mondo non è la potenza degli strumenti, ma la qualità delle persone che li utilizzano e li pongono al servizio del bene comune.

Tra le innovazioni che stanno trasformando il nostro tempo, l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma anche una grande responsabilità etica che coinvolge il singolo e l’intera comunità umana. Essa potrà essere davvero una risorsa soltanto se resterà al servizio della persona, della sua dignità, della sua libertà e della sua capacità di discernimento.

Recentemente Papa Leone XIV, nell’enciclica Magnifica Humanitas, invita a «disarmare» l’intelligenza artificiale: non privandola della sua efficacia, ma delle logiche di potere, di manipolazione e di disumanizzazione che potrebbero accompagnarla. Perché il futuro non dipenderà dalla forza degli algoritmi, ma dalla maturità morale delle donne e degli uomini che li orienteranno.

Per questo desidero dirvi che la prova più importante che siete chiamati a sostenere non è soltanto quella dell’esame che vi attende, ma quella, ben più impegnativa e affascinante, di diventare persone pienamente umane.

La maturità non consiste nell’avere tutte le risposte, ma nell’avere il coraggio di porre le domande giuste.

Domande alle quali non sempre è possibile rispondere immediatamente, perché la vita insegna che non si smette mai di imparare e che la conoscenza autentica nasce dalla ricerca, dall’ascolto e dall’umiltà.

A tal proposito, Edgar Morin, tra i più autorevoli filosofi e pedagogisti del nostro tempo, scomparso proprio in questi giorni, ci lascia una riflessione particolarmente preziosa. Egli sosteneva che la scuola non debba formare «teste ben piene», cariche di nozioni, ma «teste ben fatte», capaci di collegare i saperi, comprendere la complessità della realtà ed esercitare un pensiero libero e responsabile.

In un tempo nel quale le informazioni sono disponibili ovunque e in ogni momento, questa lezione appare più attuale che mai. La vera cultura, infatti, non consiste nell’accumulare dati, ma nel saperli interpretare; non nell’avere molte risposte, ma nel coltivare uno sguardo capace di comprendere la realtà e di orientarsi responsabilmente dentro di essa.

L’Esame di Maturità non è soltanto un punto di arrivo. È una soglia da attraversare, una tappa che vi invita a guardare avanti e a riconoscere l’orizzonte di senso e di felicità verso il quale desiderate camminare.

Tra qualche anno, forse, dimenticherete molte delle nozioni studiate. È accaduto a tutti noi adulti.

Mi auguro, però, che non dimentichiate ciò che questi anni vi hanno insegnato sulla vita: il valore dell’impegno, la bellezza dell’amicizia, la forza della perseveranza, il rispetto degli altri, la dignità inviolabile di ogni persona.

Il mondo che vi attende non ha bisogno soltanto di professionisti preparati. Ha bisogno, soprattutto, di donne e uomini capaci di pensare, di servire, di creare, di costruire ponti, di prendersi cura degli altri e di assumersi responsabilità.

Ha bisogno della vostra sensibilità; Ha bisogno della vostra libertà; ha bisogno dei vostri sogni.

Ha bisogno, più di qualsiasi altra cosa, della vostra Magnifica Humanitas.

Affrontate questi giorni con serenità. Studiate fino all’ultimo, certamente. Ma ricordate che il vostro valore non coincide con un voto e che nessun risultato potrà mai esaurire la ricchezza di ciò che siete.

Il Signore, che conosce il vostro nome, le vostre attese e le vostre fatiche, vi accompagni in questo passaggio importante della vita e illumini le scelte che vi attendono.

Vi auguro di diventare persone colte, competenti e preparate, ma soprattutto vi auguro di diventare persone buone, perché è questa, alla fine, la forma più alta dell’intelligenza umana.

Con affetto e fiducia,

✠ Sabino Iannuzzi

Vescovo